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NIENTE REGALI ALLE MAFIE

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Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie.
Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

IL MANIFESTO DI LIBERA
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Lettera da un terremotato

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Lettera di Laura:

Ciao a tutti. Oggi è il 20 aprile 2009. Per molti Abruzzesi lo sguardo è
congelato all'alba del 6 aprile 2009. Io, fisso il mio sull'ennesimo sorriso
paterno e rassicurante del nostro Presidente del Consiglio, che campeggia
sul paginone centrale de Il Centro, quotidiano locale e che ancora una volta
(pure quando un minimo di decenza richiederebbe moderazione), fa sfoggio di
capacità ed efficienza facendo grandi promesse nella speranza che si
dimentichi il prima possibile (si sa gli italiani hanno memoria moooolto
corta), che fino al 5 aprile nel meraviglioso piano casa che si intendeva
vararare a imperitura soluzione della crisi economica, di norme antisismiche
nemmeno l'ombra.

Vi scrivo da Colle di Roio (AQ) uno dei paesini colpiti dal sisma del 6
aprile 2009.

Il mio paese.

Trovo molto difficile fare ordine nel turbinio di pensieri che mi gonfiano
la testa, ma ci proverò. E scrivo questa nota perchè credo che solo uno
strumento quale la rete permetta di conoscere altre verità, senza mediazioni
se non dell'autore.

Il nostro campo è abitato da circa trecento persone, distribuite in una
quarantina di tende. Tornati da una vacanza mai iniziata, assieme a
Pierluigi, abbiamo cercato di dare un contributo alle attività di gestione
della tendopoli che, nel frattempo, (era passata già una settimana
dall'inaspettato evento), era andata sviluppandosi.

Come sapete non sono un tecnico, nè ho una qualche esperienza di gestione
logistica e di personale in situazioni di emergenza e quanto vi racconto può
essere viziato da uno stato di fragilità emotiva (immagino mi si potrà
perdonare). Il fatto è, che a fronte di uno sforzo impagabile profuso da
molte delle persone presenti nel nostro campo, (volontari della protezione
civile, della croce verde/rossa, vigili del fuoco, forze di polizia etc...),
inarrestabili fino allo sfinimento, ci siamo trovati, o sarebbe meglio dire
ci siamo purtroppo imbattuti, nella struttura ufficiale della Protezione
Civile stessa e nel suo sistema organizzativo.

La splendida macchina degli aiuti, per quanto ho visto io, poggia le sue
solide e certamente antisismiche basi, sulle spalle e sulle palle dei
volontari; il resto da' l'impressione di drammatica improvvisazione. E non
perchè non si sappia lavorare o non si abbiano strumenti e mezzi, ma
semplicemente ed a mio parere, perchè si è follemente sottovalutato il
problema fin dall'inizio.

Se vero che il terremoto non è prevedibile è altrettanto vero che tutte le
scosse precedenti (circa trecento più o meno violente prima dell'inaspettato
evento) dovevano rappresentare un serio monito. Perchè non è servito il
fatto che due settimane prima del sisma alcuni palazzi presenti in via XX
settembre a L'Aquila, poi miseramente sventrati, erano già stati transennati
perchè le scosse che si erano susseguite fino a quel momento (la più alta di
4° grado, quindi poca cosa...) avevano fatto cadere parte degli intonaci e
dei cornicioni...

Una persona minimamante intelligente, a capo di una struttura così grande
quale la protezione civile, avrebbe dovuto schierare i propri uomini alle
porte della città, come un esercito, pronto a qualsiasi evenienza. Ed invece
mi trovo a dover raccontare che le prime venti tende del nostro campo se le
sono dovute montare i cittadini del paese (ancora stravolti del

sisma), con l'aiuto di una manciata di instancabili volontari, che manca un
coordinamento tra i singoli gruppi presenti, che la segreteria del campo
(che cerchiamo di far funzionare), è rimasta attiva fino a ieri con un Pc
portatile di proprietà di mia proprietà, acquistato "sia mai dovesse
servire", e con quello di un volontario; che siamo stati dotati di stampante
e telefono ma per la linea Adsl (in Italia ancora uno strano coso...) stiamo
ancora aspettando e quello che siamo riusciti a mettere in piedi è merito
dell'intelligenza di qualche giovane del posto e dei suoi strumenti tecnici;
che abbiamo dovuto chiamare chi disinfettasse e portasse via mucchi di
vestiti perchè arrivati sporchi e non utilizzabili; che che fino dieci
giorni dal sisma avevamo un rubinetto per trecento persone, nessuna doccia,
circa 20 bagni chimici e nessun tipo di riscaldamento per le tende.

Vi ricordo che in Abruzzo ed a L'Aquila in particolare la primavera fatica
ad arrivare e che anche in queste notti la temperatura continua ad essere
prossima prossima allo zero. Non ci si può quindi stupire che molte persone,
la maggior parte delle quali anziane (e non tutte con la dentiera...),
cocciutamente ed in barba alle direttive che vietano di rientrare nelle
case, contiunano a fare la spola dalla tenda al bagno di casa.

Potreste obbiettare che tutto sommato e visti i risultati raggiunti nel
seguire più di quarantamila sfollati questi problemi sono inevitabili e
bisogna solo avere pazienza. Condivido il ragionamento.

Quello che mi lascia stupito, che la gente non sa e che gli organi di
informazione si guardano bene dal dire è che tutta la macchina si basa
all'atto pratico, sulla volontà ed il cuore di persone che lasciano le loro
case e le loro famiglie e che non pagate, cercano di ridare un minimo di
dignità e conforto a chi, a partire dalla propria intimità, ha perso tutto o
quasi. La protezione civile che molti immaginano (alla Bertolaso per
intenderci) non esiste nei campi, almeno non nel nostro. I volontari si
alternano, perchè obbligati ad andarsene dopo circa 7 giorni.

Cosa comporta tutto questo?

Che ogni settimana si vedono facce nuove con la necessità di ricominciare a
conoscersi ed imparare a coordinarsi, che il capo campo cambia anche lui con
gli altri e quindi può avere esperienza o meno, che spesso, ed è il nostro
caso, la gestione di alcune attività è affidata ai terremotati perchè non
viene inviato personale apposito, con inevitabili problemi, invidie
acrimonie e litigate tra...poveri.

Volete un esempio cristallino della disorganizzazione?

La nostra psicologa, giunta al campo per propria cocciuta volontà, è rimasta
anche lei solo una settimana. Vi immaginate quale può essere l'aiuto ed il
sostegno che una persona addetta può dare e quale fiducia può riscuotere per
permettere alle persone di aprirsi, se cambia con cadenza domenicale??? A
questo si aggiungano l'inesperienza di molte persone (spesso e per fortuna
sconfitta dalla volontà di far bene) e le tristi e umilianti dimostrazioni
di miseria umana che ci caratterizzano e che risultano ancora più indecenti
ed inaccettabili in casi di emergenza.

Qualcosa di buono però ragazzi l'ho imparato.

Ho imparato che per la richiesta di materiale devo inviare un modulo
apposito e che a firmare lo stesso non deve essere il capo campo, la cui
responsabilità, fortuna sua, è solo quella di gestire trecento vite,
trecento anime, più tutti coloro che ci aiutano dalla sera alla mattina, ma
serve il visto del Sindaco, oppure del presidente di circoscrizione oppure
di un loro delegato (pubblico ufficiale). Noi dopo aver speso due giorni per
individuare chi dovesse firmare questi benedetti moduli, sappiamo che
dobbiamo prendere la macchina e quando serve (ovviamente più volte al
giorno), raggiungerlo al comune.

Un'ultima noticina.

Due giorni fa la Protezione civile si è riunita con gli esperti, ed ha
ritenuto che non vi siano motivi di preoccupazione relativamente alle dighe
abruzzesi (la terra trema ogni giorno). Ora ricordandomi che analoga
sicurezza era stata espressa all'alba di una scossa di quarto grado e pochi
giorni prima che il nostro inaspettato evento facesse trecento morti e
azzerasse l'economia e la vita di migliaia di persone...ho provveduto, poco
elegantemente, ad eseguire il noto gesto scaramantico...

Però dei regali li ho ricevuti.

Sono le lacrime di molte delle persone che hanno lavorato alla tendopoli,
trattenute a stento nel momento dei saluti; sono le parole e gli sguardi dei
vecchi del paese, che mescolano dignità e paura, coraggio e rassegnazione,
senza mai un lamento.

Un'altra cosa.

Vi prego chiunque di voi possa, prenda il treno l'aereo o la macchina e si
faccia un giro per L'Aquila e d'intorni. Le tendopoli non sono tutte come
quelle a Collemaggio. Scoprirete il livello di falsità che viene profuso a
piene mani dagli organi di comunicazione oramai supini e del livello di
indecenza del ns presidente del consiglio che prima con lacrime alla cipolla
e poi con sorrisi di plastica distribuisce garanzie e futuro a chi, vivendo
in tenda e saggiando sulla pelle la situazione sa, che sono tutte palle.

I morti sono serviti subito per mostrarsi umano e vicino alle famiglie, ma
ora è meglio dimenticarli in fretta..Via via..nessuna responsabilità, nessun
dolo. I pm sono dei malvagi.. ricostruiamo in fretta.. forza la vità e
bella, vedrete, tra un mese sarete tutti a casa... Conoscete i nomi delle
famiglie che doveva ospitare nelle sue ville?

Le virtù umane travalicano gli eventi, le sue miserie non hanno confini.

Se volete vi prego fortemente di inviare questa mail a quanti vi sono amici.
La stampa nazionale si è guardata bene dal pubblicarla.

Un saluto a tutti.

Laura
 

Incontro su "Acqua bene comune: quale gestione?

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  CLICCA QUI PER SCARICARE IL VOLANTINO                  www.partitodemocraticoimperia.org/images/stories/vol_acqua_2.pdf
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Aprile 2009 14:23 )
 

Uscito nuovo numero "TANTO PER DIRE"

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Nuovo numero della newsletter del Partito Democratico di Sanremo!

Ultimo aggiornamento ( Sabato 04 Aprile 2009 17:56 ) Leggi tutto...
 

Una riflessione sul PD nazionale

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 Da un iscritto di Sanremo una riflessione  sulla politica nazionale del PD: aspettiamo i vostri commenti.....

Quel giorno e per l'ennesima volta avevo letto sui giornali una
intervista ad una delle tante "prime donne" del PD; nel caso si trattava
di Rutelli il quale non mancava di dare consigli a Veltroni su come
debba operare. Ma perchè lui,Dalema,Parisi e tutti gli altri se hanno da
dire qualche cosa o dare dei suggerimenti al Segretario non lo fanno
direttamente?.
Assistere quasi quotidianamente e pubblicamente a queste esternazioni
fanno male al prestigio di Veltroni e soprattutto a tutti coloro che
entusiasticamente hanno accettato la sua candidatura; non dimentichiamo
che il suo nome è stato proposto "in primis" da coloro che oggi lo
criticano.
Vogliamo ricordarci che il PD (la fusione di due partiti!) è stato
fondato in fretta e furia in imminenza delle elezioni e malgrado ciò ha
raccolto molte adesioni dagli elettori. Certo se avesse vinto il PD ci
sarebbero state più poltrone da occupare senza doversi accontentare di
un governo ombra!
Tutto questo la gente lo pensa e lo critica:ma il PD non doveva essere
un partito nuovo?

Piergiorgio Torre
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Novembre 2009 22:07 )
 
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